giovedì 27 novembre 2014

Game boy, 25 anni di videogiochi in tasca

Sono trascorsi esattamente 25 anni da quando Nintendo lanciò sul mercato giapponese Game Boy, ovvero quella che sarebbe divenuta la console portatile per i videogame di maggior successo della storia: 118 milioni di unità vendute, nella sua prima incarnazione a cristalli liquidi monocromatici prima e a colori poi, e 81 milioni nella sua evoluzione chiamata Advance. Un successo tale che nel 2007, tra il dispiacere di molti fan, Nintendo ha ritirato il nome, come si fa con le maglie di quei campioni dello sport che sono state le stelle del club e hanno mietuto inarrivabili successi.

La prima console portatile ad arrivare sul mercato, addirittura 10 anni prima, fu la Microvision, che però sparì in fretta per i problemi tecnici e la mancanza di giochi, così fu la Game Boy a sdoganare presso le masse il concetto di videogioco tascabile. All’uscita ha raccolto l’eredità degli apparecchi Game&Watch sempre di Nintendo, in grado però di offrire una sola avventura ciascuno, mentre Game Boy poteva alternare titoli interattivi diversi grazie alle cartucce da alloggiare nell’apposito vano. È stata proprio la vastissima scelta dei giochi a disposizione (a partire da Tetris, compreso nella confezione iniziale) e il consumo limitato di energia (si poteva giocare fino a 20 ore prima di cambiare o ricaricare le batterie) a decretarne il successo mondiale, anche ai danni della coeva Atari Lynx, tecnologicamente più avanzata perché con un display già a colori. Una strategia che sarebbe diventata fondamentale per il successo di ogni console a venire: al lancio sul mercato non contano tanto le specifiche tecniche strabilianti rispetto agli avversari, ma soprattutto la disponibilità nel tempo di giochi per sfruttarla.

Così, oltre a ingrossare il fatturato della casa giapponese grazie all’hardware venduto, Game Boy ha realizzato il miracolo di far vendere milioni di cartucce di giochi, spesso realizzati proprio da Nintendo: oltre 50 milioni delle varie avventure di Pokemon, 18 di Super Mario Land, 11 di Super Mario Land 2, solo per citare i titoli entrati nella storia. Performance che oggi sono solo un lontano ricordo per la casa giapponese, entrata in una fase di crisi dopo altri lanci leggendari (come quello della DS, che ha sostituito la Game Boy nel segmento delle portatili, e della Wii, in quello delle console da salotto). Il tentativo di mescolare l’esperienza casalinga e quella portatile avvenuto con la Wii U ha prodotto risultati ben al di sotto delle aspettative, e la diffusione sempre più ampia dei videogame su smartphone e tablet, con giochi che costano solo pochi spiccioli (a confronto con le decine di euro di un titolo Nintendo) ha pericolosamente eroso anche il dominio nel settore delle console tascabili, da sempre terreno di conquista dell’azienda di Super Mario , che era riuscita anche a contrastare le mosse di Sony (PlayStation Portable e Vita).

E così per la prima volta dopo molti anni, Nintendo sta valutando l’ipotesi di aprire i suoi marchi più famosi, come Mario, Zelda e gli altri, al mercato delle app. «Adoro l’espressione “ogni momento di crisi è un’opportunità”», ha dichiarato di recente il presidente e Ceo Satoru Iwata, parlando a proposito del lancio di un nuovo capitolo di Mario Kart. «Spesso capita che le cose non vadano come previsto, ma, cambiando prospettiva, possono diventare opportunità per fare qualcosa che di norma non si sperimenterebbe». E chissà che già al prossimo E3 di Los Angeles, dove saranno annunciate tutte le novità future del mercato dei videogame, Nintendo non possa sperimentare proponendo qualche sorpresa, magari ispirata al successo della piccola ma rivoluzionaria console capace di svezzare milioni di videogiocatori. E non solo: col suo incredibile successo, la Gameboy è diventata presto un’icona culturale, finendo su copertine di riviste e dischi, su t-shirt e film. Dalla storia dell’elettronica di consumo è passata alla storia e basta, come il Walkman prima e l’iPod poi.

Arriverà nel 2015 la prima Steam Machine portatile (indiscrizioni)

Si tratta di una Steam Machine portatile sviluppata da SteamBoy Machine Team, che nonostante il nome non è affiliata in alcun mondo a Valve.

Il pad del dispositivo mostra i trackpad tipici dei Controller Steam e i tasti A, B, X e Y che abbiamo imparato a conoscere con Xbox. Lo schermo è posizionato al centro, in maniera simile al GamePad del Wii U.

Le specifiche non sono definitive e non è chiaro se SteamBoy Project sarà in grado di far giocare indipendentemente o avrà bisogno dello streaming in-house di Steam. La macchina dovrebbe montare una CPU quad-core, 4GB di RAM, una memory card built-in da 32GB e un touchscreen 16:9 da 5''.

La console godrà di connessione wi-fi e 3G, e sarà in grado di far girare la maggior parte dei titoli presenti su Steam.

Kinect V2 per PC in data di uscita e prezzo (indiscrizioni)

Microsoft ha diffuso due dettagli importanti su Kinect V2 per PC: la nuova periferica, identica a quella per Xbox One ma dotata di diversa interfaccia per connettersi ai personal computer con Windows, arriverà il 15 luglio al prezzo di 199 dollari in Nord America.

Con molta probabilità il costo della telecamera nel Vecchio Continente sarà di 199 euro se consideriamo il rapporto 1:1 tra euro e dollaro. Attendiamo quindi il comunicato ufficiale per la conferma del prezzo di Kinect V2 qui in Europa.

Il PC sta davvero segnando la fine delle console? - Romero dice la sua

Il Creatore di Doom si è espresso sulla questione PC vs Console.
Secondo lui i giochi free2play saranno il futuro del gaming e il PC la console su cui giocarci.
Ormai i titoli freemium uniti agli sconti di Steam hanno conquistato il mercato e poiché le console non offrono tali servizi, non potranno mai riprendersi da questo scontro. Romero ha anchedetto la sua sulla rrealtà virtuale e più in generale sui giochi per Move e Kinect. Secondo lui sono ancora troppo llimitati e nonoffrono il ddivertimento desiderato e quindi a breve non avranno successo.


Voi che ne pensate? Sarà l'ultima questa generazione di console? O riuscirà a continuare?

Dragon Ball Xenoverse

Immaginatevi la solita intro per un pezzo su Dragon Ball, quella che fa appello alle vostre ore più felici, tra scuole medie e liceo a seconda dell'età, passate a guardare le interminabili puntate della splendida serie di anime in onda giusto durante il pranzo.

Quell'intro che stuzzica i vostri ricordi per creare un legame personale tra il lettore e il giornalista, un richiamo a quell'esperienza collettiva del rito prandiale 
di Dragon Ball + Simpson, vero e proprio fondamento delle prime ore post scolastiche, argomento di discussione coi compagni, rifugio dove spegnere il cervello dopo 6 ore sul banco. Fatto? Immaginato tutto?

Bene, allora possiamo passare a Dragon Ball Xenoverse, il nuovo picchiaduro dedicato a Goku e compagni vari, a cui andiamo a dare un nuovo sguardo.

Dragon Ball Xenoverse, o Dragon Ball XV come viene chiamato amichevolmente dagli sviluppatori, è il primo titolo dedicato al famoso anime a sbarcare sulle console di nuova generazione. Diciamo subito, però, che il titolo di Bandai Namco non si lascerà sfuggire tutto quel ricco e vasto bacino d'utenza rappresentato da Xbox 360 e PlayStation 3, arrivando dunque sul mercato per tutt'e quattro le console di Sony e Microsoft, così da incontrare un pubblico più vasto possibile.

Fin dai primi momenti della presentazione ci è stato detto che l'attenzione maggiore è posta verso una rappresentazione degli scontri il più possibile vicina a quanto visto nella serie animata, obiettivo che viene inseguito cavalcando un nuovo sistema di animazioni facciali e una telecamera sempre pronta a restituire la migliore inquadratura possibile.

Per quanto riguarda le prime possiamo dire che il tutto si traduce, in realtà, nella semplice smorfia deformata dal dolore che appare sui volti dei lottatori quando ricevono il cazzotto che conclude una combo, smorfia che è sembrata sempre uguale indipendentemente dai personaggi coinvolti. Va detto che si tratta di un titolo che dovrebbe arrivare tra un annetto (non c'è ancora una data precisa, ma è probabile che lo vedremo entro l'estate del 2015), e che la versione mostrata non ha certo le caratteristiche di un prodotto finito, lasciando dunque molto spazio ad aggiunte e rifiniture.

Quello che sembra già deciso è il sistema di combattimento, caratterizzato dall'utilizzo di due soli pulsanti per le combo, ed impreziosito dalla solita barra dell'energia necessaria per i colpi speciali. Si tratta dunque di un approccio votato all'accessibilità, che però non vuole completamente lasciare da parte un minimo di sfida.

Gli sviluppatori sono i Dimps, noti ai più per la mai dimenticata serie Budokai Tenkaichi, e dunque non dovrebbero mancare le competenze per creare un'esperienza convincente e divertente, anche al netto di un livello di difficoltà particolarmente basso.

A dimostrare il livello embrionale della build mostrata dagli sviluppatori abbiamo trovato ancora diverse incertezze su alcuni elementi fondamentali del titolo: non c'è una lista di combattenti finita, non sanno ancora da quali serie recuperarli e soprattutto non hanno ancora deciso se i combattimenti sott'acqua avranno conseguenze sul gameplay.

L'idea di offrire al giocatore degli scontri capaci di svilupparsi su più livelli in arene ampie, proprio come succede nell'anime, è senza dubbio da premiare, ma il fatto che ancora alcuni elementi fondanti dell'esperienza come l'effetto dell'acqua sui lottatori siano ancora in via di decisione dovrebbe far capire che ancora molto è nel regno dell'incertezza.

Maggiori sicurezze le abbiamo trovate sul fronte della direzione artistica, visto che il cammino intrapreso dai nipponici pare puntare verso una rappresentazione sopra le righe delle mosse più spettacolari, con particolare attenzione ad effetti luminosi e particellari.

I colori delle varie onde energetiche sono saturi e fluorescenti, tanto che saltano all'occhio in mezzo ad arene che invece non brillano per qualità di texture e livello di dettaglio nonostante siano presenti alcuni elementi da distruggere. I combattenti, invece, sono parsi ben realizzati e, questo è quello che conta di più, fedeli alle controparti animate, così come apprezzata è la possibilità di trasformarsi in Super Saiyan a scontro iniziato.

Non mancano alcune novità pensate proprio per distinguere questo capitolo dai tanti che lo hanno preceduto, come l'inserimento di una nuova ambientazione (si tratta di una città futuristica) e di un nuovo personaggio, sul quale però c'è ancora un grande riserbo.

Come detto, Dragon Ball Xenoverse è stato mostrato con una build molto semplice e priva di tutti quegli abbellimenti che avrebbero dato un suggerimento sul prodotto completo. Da quanto visto possiamo dire che lo stile di combattimento sembra semplice e frenetico, e che la strada per riprodurre le atmosfere della serie animata sembra intrapresa.

Non possiamo sbilanciarci su livello tecnico, roster dei personaggi o varietà dell'offerta ludica visto che ancora è presto per giudicare e non abbiamo molti dettagli. Non ci resta che aspettare il prossimo incontro col titolo per scoprire se l'arrivo di Goku su PlayStation 4 e Xbox One verrà segnato da giubilo o delusione

mercoledì 2 aprile 2014

Indescrizioni the sims 4

Da quando EA ha annunciato il nuovo capitolo della serie, gli appassionati della simulazione della vita reale non sono più nella pelle. The Sims 4 è stato lanciato con un trailer qualche giorno fa e già hanno cominciato a susseguirsi in rete una serie di informazioni, come ad esempio quella importantissima di cui abbiamo parlato anche noi, secondo cui i Sims di questo nuovo capitolo saranno più umanizzati. Ma come si vivranno i nostri amici le loro storie d’amore in questo nuovo episodio della famosa serie?
Ed ecco che il Tumblr ufficiale viene a sciogliere tutti i nodi riguardo a questa domanda: in The Sims 4 verrà dato più spazio al romanticismo e gli sviluppatori hanno pensato, proprio per l’occasione, di creare più luoghi appartati per avere intimità con il proprio partner. Di conseguenza, quando la relazione si evolve e arriva al suo culmine, come succedeva nei capitoli precedenti i Sims saranno pronti a fare “fiki-fiki”, potendo sfruttare a dovere i luoghi più intimi di cui abbiamo parlato poc’anzi, come ad esempio le auto, gli ascensori o un condominio poco affollato. Insomma, il titolo di EA vuole regalarci novità, lo abbiamo capito; speriamo dunque di ricevere presto altre nuove informazioni riguardanti questo nuovo capitolo della serie. Cosa ne pensate voi lettori di The Sims 4?

martedì 1 aprile 2014

Soluzioni Pokemon Challange su google maps

Da qualche ora, alcuni di voi se ne saranno accorti, Google Maps ha cominciato a popolarsi di Pokémon, una piacevole sorpresa che l’azienda di Mountain View ci ha fatto come parte del Pesce d’Aprile 2014 insieme a tante altre trovate curiose.

150 Pokémon sono sparsi in giro per il Mondo e aspettano soltanto di essere trovati da tutti i provetti Pokémon Master che vorranno mettersi alla prova accedendo a Google Maps dalle applicazioni ufficiali per iOS e Android: non dovrete far altro che aprire l’app, dirigervi nel form per la ricerca e cliccare su Inizia: verrete trasportati direttamente al Laboratorio Pokémon più vicino a voi (nel nostro caso si comincia dal CERN, in Svizzera) e da lì potrete dare il via alla ricerca.
I Laboratori Pokémon

I Laboratori Pokémon sono per ovvi motivi i luoghi intorno ai quali si trova la maggiore concentrazione di Pokémon, quindi il modo migliore per cominciare a collezionarli tutti è dirigersi proprio lì.

Per noi italiani, come già detto, l’avventura comincia al CERN, in Svizzera, ma vi basterà raggiungere il Sydney Osservatory, in Australia, per trovarne un altro o fare un salto negli Stati Uniti, presso il GooglePlex, per finire direttamente in un’area densamente popolata di Pokémon. O, ancora: Tokyo, Silicon Valley, isola di Santa Cruz.













Come trovare i Pokémon

Per fortuna, o purtroppo a seconda dei punti di vista, per trovare tutti i Pokémon disseminati qua e là non basterà scorrere superficialmente il nostro Mondo su Google Maps, bisognerà esplorare a fondo altrimenti la presenza delle misteriose creature non verrà rivelata.

Da qui il pratico consiglio: scegliete un posto - qui sotto trovate qualche suggerimento - e partite da lì, poi andate a visitare le località più famose e i monumenti più noti, state pur certi che lì si nasconderà qualche Pokémon in attesa di essere catturato.

Una volta trovato un Pokémon, non dovrete far altro che tappare su di esso e scegliere Cattura: a quel punto il Pokémon sarà vostro e potrete decidere se continuare la ricerca o visualizzare il vostro nuovo Pokédex.
Il Pokédex

Se siete appassionati del vastissimo universo dei Pokémon, non avrete certo bisogno di approfondimenti sul Pokédex. Per tutti gli altri: si tratta dello strumento in dotazione a tutti i Pokémon Master, una sorta di palmare che contiene tutte le informazioni sui Pokémon catturati, con tanto di immagini, video e schede personali.

In questo caso il vostro smartphone o tablet diventerà un vero e proprio Pokédex. Una volta catturato il primo Pokémon, avrete accesso a tutte le informazioni che lo riguardano e man mano che amplierete la vostra collezione potrete collegarvi al Pokédex e condividere i risultati sui social network, approfondire la conoscenza dei vostri Pokémon e diventare il più grande Pokémon Master di sempre.
Dove trovare i Pokémon

E ora entriamo nel vivo. Dove trovare tutti i Pokémon disseminati qua e là? Ecco quale località in cui andare a colpo sicuro:
Apple Inc, California
Area 51, Nevada
Museum Of Science, Boston
CERN, Svizzera
Columbus
Seattle, Washington – Discovery Park
Ankgor Wat
Glasgow
Googleplex
Los Angeles
Londra
Monte Everest
Città del Vaticano
Fontana di Trevi, Roma
Roswell, Nex Mexico
New Orleans
New York Stock Exchange
Cascate del Niagara
Università di Harvard
Taj Mahal, India
Rockefeller Center, New York City
Torre Eiffel, Parigi
Tokyo Tower
Pompei
Hoover Dam, Nevada
Piazza Rossa, Mosca
Charing Cross Road, Londra
Pokémon Company, Seattle
Golden Gate Bridge, San Francisco
Sagrada Familia, Barcellona
Casa Bianca
Statua della Libertà, New York
Central Park, New York
Isola di Alcatraz, San Francisco
Disneyland Resort, California
Sydney Opera House
Copacabana, Rio de Janeiro
Museu do Trabalho, Porto Alegre
Discovery Park, Seattle
Green Lake, Seattle
Exploratorium, San Francisco
Union Square Park, San Francisco
Pine and Melrose, Seattle
Tel Aviv, Israele
Loch Ness